Due mostre al mese – Alla Fondazione Prada per un salto nello studio di Jean-Luc Godard

Una stanza nemmeno tanto grande, il sole che filtra dalle finestre, i film di Jean-Luc Godard che scorrono sul televisore, il computer per il montaggio, le macchine di riproduzione, poster, calamai e la voglia di scoprire meglio questo regista.

E’ «Le Studio d’Orphée»: un atelier, uno studio di registrazione e di montaggio, un luogo di vita e di lavoro al primo piano della galleria sud della Fondazione Prada (spazio che già di per sé è bellissimo e mi affascina ogni volta che ci passo).

Il regista e critico cinematografico francese, classe 1930 (Leone d’Oro a Venezia nel 1984 e premio Oscar onorario nel 2011), ha deciso di trasferire qui il materiale tecnico, utilizzato nella realizzazione dei suoi ultimi film a partire dal 2010, oltre a mobili, libri, quadri e altri oggetti personali provenienti dal suo studio-abitazione di Rolle, in Svizzera.

Entrando in questo spazio si percepisce la meticolosità dell’artista che cesella le sue opere, è come se fosse l’atelier di un pittore con tanti quadri appesi alle pareti, lo studio di produzione di un’intera opera cinematografica.

Sedetevi sulla panchina in fondo alla sala e restate a guardare i film in bianco e nero. Provate a immergervi nell’anno che passa sullo schermo, immaginatevi indietro nel tempo e guardatevi attorno. Ci sono tanti oggetti che richiamano il passato e si proiettano nel futuro, esattamente come il mito di Orfeo ed Euridice, caro a Godard e a cui lui intende rifarsi con la sua produzione cinematografica: talmente attratto ed innamorato di Euridice Orfeo, così il regista delle immagini e dell’arte.

 

Lo «Studio D’Orphée» si trova alla Fondazione Prada in largo Isarco 2

E’ visitabile da mercoledì a lunedì 13.00 – 19.00 su prenotazione

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