Due mostre al mese – Canova e Thorvaldsen, i volti intensi e il bianco accecante del marmo

Vi dico subito che non sono una grande amante della scultura, ma vi consiglio di non perdere questa mostra. E cercate di approfittarne in orari poco frequentati, magari nelle aperture serali del giovedì.

Racconta la scultura tra Settecento e Ottocento, a metà tra le opere del genio italiano Antonio Canova e del danese Bertel Thorvaldsen che hanno creato capolavori immortali.

Volutamente non ho preso l’audioguida cercando di osservare le opere con attenzione. Si inizia subito all’ingresso con «Le Tre Grazie» e «Le Grazie con Cupido»: colpiscono i fianchi e le natiche morbide, un po’ di pancetta, quei visi così aggraziati; la cura con cui sono scolpite le pettinature; il colore bianco sfavillante e le venature del marmo. Nella scultura di Canova, le braccia che avvolgono le spalle, che si cercano, gli occhi chiusi; la confidenza e la complicità delle tre.

Proseguendo si incontrano il ciclo di statue di Ganimede. Poi la testa di Napoleone (che non si può fotografe!) gigantesca nelle dimensioni e imponente nell’espressione che racconta un Condottiero triste e malinconico. Ancora più avanti le statue di Venere e le toccanti rappresentazioni di Cupido.

Fino all’ultima sala dove c’è il racconto della favola di «Amore e Psiche». Statue delicate, di statura modesta, avvolte in una poesia che va oltre il bianco del marmo e si riflette negli specchi, mentre l’attenzione dei due è tutta dedicata ad una farfalla, emblema dell’anima da cui nasce tutto.

 

La mostra «Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna» è alle Gallerie d’Italia in piazza della Scala, 6

È visitabile fino al 15 marzo: da martedì a domenica dalle 9:30 alle 19:30; giovedì dalle 9:30 alle 22:30

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