Palazzo Luraschi e i «tre segreti» sulle orme dei Promessi Sposi in corso Buenos Aires

Ci sono palazzi davanti a cui passiamo e ripassiamo spesso, ma ormai siamo talmente abituati a vederli lì che non li notiamo nemmeno. Eppure sono veri e propri tesori di arte e storia. Come quello nelle foto qui sotto: si tratta di Palazzo Luraschi, conosciuto anche come Casa dei Promessi Sposi, il primo palazzo sulla sinistra entrando in corso Buenos Aires dai caselli di Porta Venezia. E’ un palazzo costruito quasi alla fine del 1800 sul territorio che allora faceva parte del Lazzaretto.

E’ un’opera incredibile. Con alcuni primati che, a guardarlo velocemente nel caos dello shopping del fine settimana o dai finestrini del tram #9 o ancora dall’auto in coda, restano nascosti. Per scoprire questo meraviglioso palazzo, mi sono fatta aiutare ancora una volta da Emanuela Chiarello (la trovate su instagram qui, al suo account @emi.chiarello): è lei che ha ritratto l’interno del cortile, le sue antiche colonne, i portoni in legno. L’edificio fu progettato da Ferdinando Luraschi e fu uno dei primi costruiti in zona negli stessi anni in cui veniva abbattuto il Lazzaretto servito per isolare gli appestati.

Ed ecco il primo segreto: Luraschi decide di sfruttare alcune delle colonne della struttura del Lazzaretto affinché la sua memoria storica non vada perduta e inserisce quattro di quelle colonne nel cortile del palazzo. Le colonne sono andate a formare la struttura portante del cortile, poi abbellito da decorazioni in cotto lombardo, incise con i simboli di Milano.

Poco più sopra, il secondo segreto del palazzo: nel cortile, infatti, fanno bella mostra ben dodici busti dei personaggi de «I Promessi Sposi» di Alessandro Manzoni. La scelta cade su questi volti perché la storia racconta che Lucia, per sfuggire alla peste, si rifugiò proprio in questo luogo, anche se oggi non ne resta memoria storica.

Per scoprire il terzo segreto, bisogna salire ancora più su… fino al sesto piano dell’edificio. Luraschi infatti decise di sfidare la tradizione edilizia dell’epoca che si sottoponeva alla cosiddetta legge non scritta della «servitù del Resegone» per cui i palazzi della parte nord della città non potevano essere più alti di tre piani per non offuscare la vista delle montagne. Lui scelse di andare oltre.

E scelse anche di creare al piano terra del palazzo uno spazio da adibire ad attività commerciali. Fu proprio in questo palazzo che fino agli anni ’40 restò attivo il ristorante Puntigam, locale storico soprattutto nella Milano degli anni Venti dove si cenava e si ascoltava musica prima di continuare la serata a teatro (era uno dei luoghi di ritrovo più conosciuti e alla moda del tempo, leggete qui).

Insomma, il palazzo è davvero un piccolo archivio storico della zona e vale la pena di sbirciare almeno nel cortile… a meno che non conosciate qualcuno che abita lì e vi dia libero accesso ai suoi segreti.

Palazzo Luraschi si trova in corso Buenos Aires, 1

Lascia un commento