Il tram di Milano compie 90 anni: la storia del mitico «Carrelli»

Hanno compiuto 90 anni a fine novembre, ma i tram Carrelli sono ancora nel cuore dei milanesi. Lo sono sempre stati per la verità.

Fin dal 1927 quando i due prototipi dal costo di sei milioni di lire ciascuno iniziarono a girare per la città: mutuati dal progetto dell’americano Peter Witt arrivarono a Milano per sostituire le vetture precedenti a un solo carrello, ma soprattutto per tentare di ridurre un po’ il traffico automobilistico che già all’epoca minacciava di ingorghi la circolazione.

Affidati alla Carminati Toselli e alla Breda, nuovissimi, dipinti di verde scuro e con gli interni in tek, lo stesso legno resistente che si usa per le barche: erano belli, fluidi nell’andatura e più veloci di quelli precedenti. I milanesi se ne innamorarono subito, si racconta facessero lunghe file alle fermate in attesa di prendere il Carrelli, lasciando passare quelli che ormai in pochi giorni erano diventati tram obsoleti.

A fine 1929, i Carrelli in città sono 500. E fino agli anni ‘60 sono quelli che hanno avuto meno problemi e meno necessità di manutenzione straordinaria.

Oggi a Milano di tram Carrelli ce ne sono ancora 125: 200 sono andati distrutti nel bombardamento del ‘43, alcuni sono caduti in disuso, sette sono a San Francisco, uno in Giappone e uno al museo di Sydney, uno è diventato una sauna alle Terme Milano. Poi c’è la storia di quel Carrelli numero 1641 prestato nel 1929 a Bruxelles, quindi a Madrid, che si è “perso” in giro per l’Europa e non è mai più tornato alla base.

Storie (tante) che raccontano novant’anni di cambiamenti in città, di ammodernamenti e tradizione, di passione e entusiasmo. Quello che ancora ci mettono i 35 artigiani che lavorano a rotazione per tenere in vita e “curare” i Carrelli: scarteggiare e ridare lucido al tek, ordinare e sostituire le lampadine costruite ad hoc con un voltaggio unico, aggiornare i rilevatori Gps automatici montati su ogni vettura o i comandi automatici degli scambi di rotaia.

Storie che ho avuto la possibilità di ascoltare dalla voce di Ettore, uno degli appassionati restauratori dei Carrelli, grazie all’iniziativa di @igersmilano e alla giornata porte aperte per te di @atm_milano.

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