Via Castel Morrone, a Milano il tour tra locali storici e palazzi d’epoca

Avete mai fatto caso che ci sono tante vie di Milano, bellissime, ricche di storia, ma che non conosciamo?

Oggi vi porto alla scoperta di via Castel Morrone, chissà quante volte siamo passati sotto questi alberi, di passaggio, magari per raggiungere piazza Indipendenza o uno dei locali più conosciuti della zona, la Gelateria della Musica in via Abamonti, trascurando il resto. Un tempo qui era quasi periferia, oggi è quasi centro.

Iniziamo il nostro tour da Piazza Maria Adelaide di Savoia verso piazza Indipendenza, teniamo la destra della via. Nemmeno abbiamo iniziato a camminare che già ci dobbiamo fermare a Casa Capitano, uno dei caffè più amati della via: l’ambiente tutto virato al verde che richiama una giungla urbana è molto curato, i pasticcini e le brioches meritano la sosta!

All’angolo di via Abamonti, ecco La Belle Aurore in perfetto stile decò con tavoli in formica, bancone lungo, qualche specchio e un’aria un po’ intellettuale un po’ ricercata che ne ha fatto la location di diversi spot pubblicitari.

Continuiamo a camminare. Pochi passi e la sosta ci prende ancora per gola: a guardarla da fuori la Pasticceria Lorini è una di quelle in vecchio stile, comprata nel 1978 da Felice Lorini e sua moglie Lina, che «aprirono» la cucina al pubblico con una delle prime vetrine sulla produzione nel retrobottega.

Pochi passi più avanti ci fermiamo davanti all’ingresso del numero 17: qui, alle pareti, ci sono delle bellissime viste di Milano in bianco e nero con raffigurate le Colonne di San Lorenzo e una roggia dei Navigli.

Non dimenticate di guardarvi in giro: portoni intarsiati, finestre decorate, busti sulle facciate… i palazzi qui hanno tutti almeno un secolo di vita.

Al numero 9, fermatevi da Carla Massara Atelier dove a farla da padrone sono i colori e i tessuti scelti dalla proprietaria per i suoi capi. Tutti unici e pensati per abbinamenti che rompono la monotonia del «già visto in una grande catena».

Siamo quasi al giro di boa, ma al numero 7 osservate il palazzo: qui per un certo periodo ha vissuto Umberto Boccioni, per «stare vicinissimo alla campagna» quando dalla via si vedevano i prati. «Ci voglio molto lavorare – scriveva del panorama che si godeva dalla via – ma il freddo è intenso e ne soffre il mio petto». Solo con il caldo, sistemava in terrazza il cavalletto e ritraeva se stesso e la città, i prati, il treno sul viadotto dell’Acquabella. Un suo famoso autoritratto dipinto da qui, oggi è conservato alla Pinacoteca di Brera.

Una volta sull’altro lato il gioco sta tutto nel guardare dentro i portoni. Sono uno più bello dell’altro. Iniziate da quello al numero 12, non resterete delusi.

Poco più avanti, il palazzo al numero 18 ha ospitato nel 1912 Benito Mussolini che arrivò da Forlì e si stabilì qui da solo quando dirigeva l’Avanti! Donna Rachele e Edda lo raggiunsero pochi mesi dopo: vissero qui fino al 1919, poi si stabilirono in un appartamento in Foro Bonaparte 38.

A questo punto non vi è venuta un po’ di fame? Il posto giusto dove fermarsi è Gattò, un po’ bottega vecchio stile un po’ ristorante un po’ bistrot. Il piatto forte della famiglia Marinetti è il gateau di patata, gattò all’italiana. Anzi alla napoletana. Ma si mangiano anche primi di pasta, roast-beef, vitello e un po’ di pesce. L’atmosfera rustica appassiona, la musica mai invadente mette e proprio agio.

Siamo quasi alla fine della camminata. C’è un’ultima storia da scoprire. È quella nascosta dietro il fino castello al numero 34, costruito con torri e merletti in stile. Qui ha sede la scuola della ballerina Annamaria Bruno: allieva del corpo di ballo del Teatro alla Scala, poi coreografa per i maggiori teatri italiani, alla fine degli anni Quaranta si stabilisce in città. E decide di comprare questa struttura molto poetica dove insegnare la sua arte.

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