Cripta di San Sepolcro, dai romani a Leonardo da Vinci: la visita nel «vero» centro di Milano

Ci capiti per caso, una tarda domenica pomeriggio, passeggiando per il centro. Entri a scoprire un gioiello nella vecchia Milano, anzi nel vero centro di Milano. Ma questo lo si scopre solo una volta dentro.

La storia della Cripta di San Sepolcro è affascinante ed emozionante. Incuriosisce perché in pochi ancora conoscono questo piccolo spazio nascosto sotto la Chiesa di San Sepolcro, nell’omonima piazza, piazza Pio XI e via della Zecca. È rimasta dimenticata per anni, ma la sua storia è antichissima. Fu il fulcro degli insediamenti romani, la chiesa risale al 1030; nel periodo delle crociate le fu dato il nome odierno: si chiama così perché qui è custodita una copia del sepolcro di Cristo. Leonardo Da Vinci ne studia la pianta, in una mappa del Codice Atlantico, la indica come “il vero mezzo” di Milano; san Carlo Borromeo la sceglie come luogo di preghiera, una «palestra dello Spirito Santo» dice, dove trascorre anche notti intere in adorazione.

Che si sia credenti o meno, la visita alla Cripta racconta un’epoca della storia di Milano: per rendersene conto basta guardare il pavimento su cui si cammina… grandi lastroni di pietra, gli stessi che si trovano ancora – per esempio – in corso di Porta Romana e che risalgono all’antico foro romano del IV secolo, la piazza principale dove si svolgevano le maggiori attività civili e religiose.

Riaperta al pubblico dopo 50 anni, la Cripta ha inaugurato una formula nuova nel modo di «fare cultura a Milano»: apre solo la sera, dalle 18 alle 22. Un orario scelto inizialmente solo per l’estate, ma che si sta prorogando di mese in mese visto il successo di visite. C’è tempo (ancora) fino al 15 ottobre per approfittare di quello che potremmo chiamare «l’happy hour della cultura». Poi si passerà ad orari più tradizionali.

 

 

La Cripta si trova in piazza San Sepolcro

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