Il museo della macchina per scrivere di Milano: un piccolo gioiello alle porte del quartiere Isola

Ai margini di Isola c’è un piccolo gioiello di Milano, il museo della macchina per scrivere (anche se l’insegna recita «da» scrivere). Piccolo per lo spazio che è davvero ristretto; gioiello perché qui sono conservati pezzi di storia della scrittura. 

Quando penso alla macchina per scrivere mi viene sempre in mente la sigla de La signora in giallo, quello con Angela Lansbury, che digitava orgogliosa «Murder she wrote». Ecco camminando in queste sue sale mi sembra di sentirlo quel motivetto e vedere decine di personaggi seduti davanti alle loro tastiere. A gestire lo spazio del Museo c’è il signor Umberto, classe 1935, appassionato collezionista di queste macchine e grande narratore. Se non avete la passione per la storia, ve la fa venire. Mi racconta delle sue 1800 macchine, in mostra se ne vedono solo un paio di centinaia: e la sua storia personale da ex impiegato di banca è solo il pretesto da cui prende spunto il percorso. 

Qui sono conservate macchine che arrivano da donazioni di privati, qui arrivano camioncini a ritirare macchine destinate al Musée d’Orsay o al Museo Egizio di Torino per mostre temporanee. Qui sono conservate le Olivetti di Camilla Cederna, quella del 1939 dell’ufficio della Camera dei Deputati per un giovane Francesco Cossiga, ma anche le primissime macchine messe in commercio. Come quella del 1882 con una doppia tastiera che scrive in orizzontale e le leve ancora in stecche di osso di balena, le prime Remington e le macchine della concorrente Underwood, la Williams che ispira un giovane Camillo Olivetti allora traduttore all’Expo di Chicago del 1883: tornato in Italia, nel 1908 fonda la fabbrica a Ivrea, nel 1911 dà vita alla M1, la prima Olivetti prodotta in soli 6.000 pezzi per celebrare i 50 anni dell’Unità d’Italia solo.  

La mia curiosità è tanta, il tempo poco. Ma dai racconti del signor Umberto riesco ancora a scoprire la macchina dal cestello orizzontale, quella del periodo nazista con il tasto «SS» sopra il 5, quella del 1903 con il simbolo commerciale @ che stava per «price of – al prezzo di» e quella cinese con 4000 ideogrammi. 

Il Museo della Macchina per Scrivere si trova in via Menabrea, 10

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