Fonderia Napoleonica Eugenia, il fascino del passato nascosto tra le vie del quartiere Isola

Oggi vi porto poco fuori dal centro storico, oltre i grattacieli di Porta Nuova: ai confini del quartiere Isola, quasi alla fine di via Thaon Di Revel, c’è il complesso della Fonderia Napoleonica Eugenia. È uno spazio che oggi è conosciuto come museo e luogo per manifestazioni ed eventi. Ma fino agli anni ’70 aveva tutta un’altra storia.

La Fonderia è stata fondata nel 1806 dai fratelli Manfredini, orafi e fonditori, che realizzarono qui piccoli oggetti e opere di grandi dimensioni come la sestiga collocata sull’Arco della Pace. Ma il vero periodo d’oro arriva qualche anno dopo, quando la famiglia Barigozzi acquista la Fonderia, di cui ne è proprietaria ancora oggi, nonostante l’attività e la ditta siano state chiuse nel 1975. Ed è proprio un discendente dei Barigozzi a guidarmi in questi locali (per sapere quando si svolgono le visite, tenete d’occhio il sito http://www.fonderianapoleonica.it) e a raccontarmi la storia e l’atmosfera che si respira qui.

Dalla Fonderia sono uscite non solo tante campane, ma anche molti monumenti di Milano e non solo. Seguendo la visita, si scopre – per esempio – che qui sono state realizzate la statua di Alessandro Manzoni che si trova in piazza San Fedele o la porta principale del Duomo di Milano. Ma anche il monumento equestre dedicato a Vittorio Emanuele II che si trova sempre in piazza Duomo: una statua del peso di 7,5 tonnellate realizzata a fine Ottocento nel quartiere Isola… che – per sua natura e come racconta il nome – era collegato al resto della città solo da ponti. Il trasporto del monumento in centro a Milano creò non pochi problemi perché il ponte sul Naviglio aveva una struttura troppo delicata per sostenere il peso e perché i cavalli che trasportavano il carro con quel peso non avevano la forza di superare il ponte. Fino a quando fu scelto come percorso il nuovo ponte sulla ferrovia e fu ingaggiato uno schiacciasassi a vapore della ditta Gondrand, il mezzo più potente del tempo, per ‘superare’ il ponte e far arrivare la statua in centro.

I racconti si susseguono, ce ne sono tantissimi. Come la procedura per realizzare le campane in bronzo che vengono colate in una forma creata da due vasi di terracotta infilati uno dentro l’altro; poi posizionati e interrati nella fossa di fusione ancora visibile in fondo alla sala del piano terra di 5 metri per 5, profonda tre metri e mezzo in modo che la terra facesse da contrasto alla pressione del bronzo e non rompesse la terracotta. O come la spiegazione del perché si usa dire «Essere stonato come una campana» per indicare una persona ‘irrecuperabile’…

 

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_023

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_025

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_012

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_031

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_010

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_019

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_021

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_015

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_017

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_011

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_013

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_029

fonderia_eugenia_napoleonica_milano_030

Fonderia Napoleonica Eugenia si trova in via Thaon Di Revel, 21

Lascia un commento