Una sera alla Pinacoteca di Brera tra l’arte e le stelle

È uno dei luoghi di Milano più famosi. Noi milanesi ci passiamo davanti decine di volte, senza conoscerla davvero. Parlo della Pinacoteca di Brera. Il più delle volte camminiamo di fretta, gettiamo uno sguardo fugace dentro il portone per accertarci che la statua di Napoleone come “Marte pacificatore” sia sempre lì e poi riprendiamo incuranti la nostra strada.
Eppure è un luogo pieno di storia e di atmosfera. L’occasione per una passeggiata al chiaro di luna nel cortile del palazzo è il giovedì sera (fino al 29 settembre si entra pagando solo 2 euro), quando la Pinacoteca resta aperta fino a tardi.
Quello che ci accoglie è un silenzio rispettoso, nel cortile e sulla balconata ci sono decine di persone, ma non c’è il minimo rumore. Fuori l’entusiasmo del giovedì sera scorre veloce, dentro il tempo è sospeso.
Il palazzo, sorto su un antico convento trecentesco, ha l’assetto attuale dalla metà del Seicento. Nel 1773, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria lo rese sede di alcuni istituti culturali tra cui l’Osservatorio astronomico, la Biblioteca nazionale Braidese, l’Orto botanico e l’Accademia di Belle Arti. Ma è più tardi, per volontà di Napoleone, che la raccolta originaria della Pinacoteca fu trasformata in un museo con l’esposizione dei dipinti dei territori conquistati dalle armate francesi.

Oggi una visita qui è l’occasione per rispolverare gli studi in storia dell’arte e ammirare lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, il Cristo morto di Andrea Mantegna, ma anche le opere di Piero della Francesca, Caravaggio, Rubens, Rembrandt, Hayez e Modigliani.

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La Pinacoteca di Brera di trova in via Brera, 28

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