Correre al Parco Sempione e scoprire la storia di Milano: tutto in pochi chilometri

Correre e scoprire. Al tempo stesso. È quello che si fa al Parco Sempione: sgambettare attorno al verde e ripassare una parte di storia della città di Milano. Il percorso è quello base. Ogni giro sono all’incirca 3 chilometri e basta ripetere per due o tre volte per arrivare ad un buon allenamento. E ad ogni giro “osservare” qualcosa di diverso.

Partiamo dall’Arco della Pace. È un classico delle corse al parco. Chi di voi non si è mai fatto un selfie con alle spalle il monumento eretto da Luigi Cagnola? Fu iniziato nel 1807 per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte e terminato solo nel 1838, ideale conclusione di corso Sempione e quindi ideale conclusione della strada che da Parigi porta a Milano (proprio com’era nelle intenzioni dell’imperatore). L’Arco è una costante per chi corre e si dà appuntamento qui per una delle tante corse organizzate in città (parte da qui ad esempio Midnightrun, la prima “vera” corsa a cui mi sono iscritta qualche anno fa).

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Continuando lungo la pista ciclabile che costeggia il parco, eccoci al Palazzo dell’Arte (oggi ospita mostre una più bella dell’altra). Fondato nel 1923 in Brianza, si sposta a Milano dieci anni dopo. Il Palazzo dell’Arte di Giovanni Muzio diventa la sede della Triennale: hanno esposto qui artisti come De Chirico, Carrà, Fontana, Baj, Martini, Pomodoro. A me, questo spazio è particolarmente caro: nel 1996 ho scritto il mio primo articolo sulla storia di “Carosello” proprio grazie ad una mostra ospitata qui.

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Proseguendo tutto intorno si incontrano palazzi imponenti… La loro bellezza sta nei giardini dei piani attici che si intravedono dalla strada: evitate di andare a sbattere o finire in mezzo alla strada, ma se ci riuscite date un occhio lassù…

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Corri corri, la tappa successiva è quella del Castello Sforzesco. Si costeggia quasi tutto, da un lato all’altro, da un torrione all’altro… Costruito come una rocca di campagna nella seconda metà del 1300, viene arricchito e completato fino ad assumere l’aspetto odierno. Diventa sfarzoso sotto la reggenza di Ludovico il Moro che chiama alla corte milanese Bramante e Leonardo da Vinci per dipingere le sale al suo interno.

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Caduto sotto la dominazione francese prima, spagnola poi, finisce nelle mani del Granducato d’Asburgo: è il momento peggiore per il Castello che viene lasciato andare in rovina. Sotto Napoleone, i soldati lo trasformano in caserma e, durante le Cinque Giornate di Milano, una prigione. Tornato nelle mani dei cittadini, l’architetto Luca Beltrami lavora al suo recupero e regala alla città la facciata e la Torre del Filarete come le conosciamo oggi.

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Ed eccoci all’Acquario Civico, è il terzo acquario più antico d’Europa. Ospitato in un’edificio liberty, è stato costruito per l’Esposizione Internazionale del 1906 (rivivi quella del 2016) sul tema dei Trasporti: è l’unico padiglione che non è stato smantellato. Le opere all’esterno richiamano il tema dell’Acquario: leoni e divinità marine, ninfee e conchiglie.

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Dall’Acquario, deviamo verso l’interno e arriviamo all’Arena Civica. La struttura ha la forma di un anfiteatro romano. costruita all’inizio del 1800, ha ospitato rappresentazioni teatrali, corse di cavalli oltre ai tradizionali eventi sportivi. Fino al 1958 è stata la “casa” dell’Inter e in passato si sono svolte qui 15 edizioni dei campionati assoluti di atletica leggera.

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Sorpassiamo l’Arena e addentriamoci nel Parco. Ed ecco che in lontananza appare la Torre Branca, 108 metri di altezza. Eretta nel 1933 per la V mostra Triennale, negli anni diventa inagibile e nel ’72 le Distillerie da cui porta il nome contribuiscono al suo restauro e a restituirla alla città. La vista da lassù dicono sia stupenda… Personalmente devo ancora programmarla! Ma ci salirò (e ve ne parlerò) presto 😄

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L’ultima tappa ci riporta all’Arco della Pace, ma basta girarsi per vedere tutto da un’altra prospettiva. Ecco laggiù in fondo la Torre del Filarete, in mezzo il Parco realizzato tra il 1888 e il 1894 sul modello dei parchi all’inglese dall’architetto Emilio Alemagna, prevedeva fon da subito tanti viali, un laghetto e un belvedere.

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Vi è piaciuto il giro? La prossima volta corriamo a scoprire un’altra parte della città 😉

Stay tuned!

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