Couchsurfer in Italy? Of course.. having quality food

Un divano, un po’ di ospitalità, qualche chiacchiera e un nuovo mondo che si schiude. Si potrebbe caratterizzare così il couchsurfing, in sostanza ‘passare di divano in divano’: un piccolo progetto nato nel 2004 da alcuni amici che per risparmiare (e restare in viaggio il più possibile) chiedevano ospitalità ai loro contatti in giro per il mondo. Oggi conta migliaia di appassionati in tutto il mondo. E anche in Italia.
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 Tanto che, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, insieme alle vacanze mordi e fuggi (con il numero di pernottamenti ridotto a 2-4notti), la richiesta di ospitalità da amici e parenti e lo scambio casa, il couchsurfing si consolida sempre più come una nuova modalità di turismo low cost. E Milano è la città preferita dagli utenti del couchsurfing che approdano in Italia.
Chi lo ha provato assicura: “You will never want to go back to the ’normal’ way of travelling”: si conoscono tanti volti nuovi (non solo quelli di chi ospita), si impara dalle esperienze di altri, si ‘cresce’ e il contatto non resta solo un momento di vacanza e ospitalità, ma diventa il punto di partenza per amicizie, amori, occasioni di lavoro. C’è chi su Twitter anticipa che sarà ospitato da un vegetariano; Claudia che racconta “ho ospitato un ragazzo olandese che sta andando a piedi da Santiago a Il Cairo, un giapponese che ha navigato per tre mesi su una zattera lungo il Rio delle Amazzoni e una ragazza polacca che ha girato il mondo da sola”. Ma c’è anche chi lo abbandona perchè ha avuto esperienze negative o a causa della ‘misantropia’ incontrata.
 
Quella del turismo low-cost è ormai una tendenza su vacanze e viaggi, rilevata di recente dall’Istat che segnala anche generosi segni positivi nell’incoming. Sono più di 46milioni i turisti stranieri che hanno scelto l’Italia per i propri viaggi; solo 26,7 milioni gli italiani che sono rimasti nel Belpaese per le proprie vacanze. 
E quelli che arrivano sembrano proprio dei buongustai: sempre più attratti dal settore enogastromico e dai prodotti ‘del buono’ che l’Italia è in grado di offrire. Tanto che un terzo della spesa durante la vacanza è destinato alla tavola e ai suoi prodotti: si risparmia per hotel e trasporti, ma non per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi e nemmeno per acquistare prodotti alimentari e bevande tipiche. 
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A sofa, a bit of hospitality, some talks and a new world opens up. Things that might characterize couchsurfing: a small project created in 2004 by four friends to save money (and stay on the road as much as possible) grown up till make thousands people involved all around the world. And even in Italy.
According data from Federconsumatori, along with holidays ‘hit and run’, requests for hospitality to friends and family and home exchange, couchsurfing grew ever stronger as a new way of low-cost tourism that interprets the current holidays and travel trend. One of the biggest: the arrival of so many foreigners in Italy.
There are more than 46milion foreign tourists who have chosen Italy for their trip, only 26.7 milion Italians who remained in the country for holidays. And those one seem to be all gourmets: one-third of Italians and foreigners costs on holiday is bound to the table and its products. Save money on hotels and transport, but not for meals in restaurants or cottages and even to buy food and drinks…

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