8th march: the D factor

Lo chiamano fattore D, motore D, effetto D dove D sta per Donne. 
Senza scadere in banali facilonerie e mazzi di mimose gialle (volete mettere la banalità di ricevere fiori quando son ‘dovuti’?!), proprio nel giorno della ricorrenza di una festa che è ormai diventata quanto di più lontano possa esserci dallo spirito originario di quel giorno di febbraio del 1909 quando il Partito socialista americano invitò tutte le donne a partecipare ad una manifestazione in favore del diritto di voto femminile, quella D di Donne per me indica la forza della convinzione, l’energia propositiva, la voglia di cambiare e migliorare.
 
“I motori del cambiamento (in Europa) sono i Paesi con ‘quote rosa’ imposte per legge” dice un recente studio diffuso dalla Commissione Europea, prendendo in esame la quantità di donne nei Cda di società quotate nei 27 Paesi dell’Unione e portando ad esempio l’Italia. Il Belpaese diventa un esempio per l’Ue: dopo l’approvazione della legge a luglio 2011, la presenza di donne nei board è quasi raddoppiata in 12 mesi dal 5,6% di ottobre 2011 all’11,0% di ottobre 2012.
Le cose vanno migliorando, ma il gap di genere è ancora forte. Le dirigenti italiane sono solo il 25% del totale contro una media Ue del 33%: un dato che ci posiziona dietro Cipro, Grecia e Malta. Le donne del nostro Paese sono ancora impiegate soprattutto in quei settori tradizionalmente femminili come l’insegnamento, mentre faticano ad affermarsi nelle università e negli ospedali. Ma la mentalità comune rivela una realtà ben peggiore. Un rapporto di Manageritalia svela che gli italiani vedono le donne ancora destinate esclusivamente alla gestione della casa e degli acquisti domestici, alla cura e al rapporto con i figli. 
Tutto bene finché si tratta di non chiudersi tra le quattro mura domestiche, ma di affrontare quei delicati e preziosissimi compiti in positivo… magari con un occhio al computer del telelavoro o all’orologio che indica il momento in cui il 3,5% degli uomini rientra a casa dopo il proprio part-time per dare il cambio alla compagna e permetterle di “uscire” per tessere relazioni, intrecciare contatti e promuovere il cambiamento. Magari anche solo per il proprio piccolo mondo…. ma un piccolo grande mondo.

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