Less shallowness, more appeal and passion

Sono capitata su un tweet che “raccontava” l’Italia. O meglio. Raccontava quello di cui si parla al Buy Tourism Online, l’evento di due giorni che raduna a Firenze operatori e curiosi di tutto ciò che è turismo che si muove sul web.
Ebbene la frase che mi ha fatto fermare esprimeva esattamente il concetto su cui da mesi rifletto e su cui mi capita di confrontarmi con un sempre maggior numero di persone, da addetti ai lavori a semplici osservatori incontrati qua e là.
L’Italia perde appeal.. abbiamo un patrimonio artistico inestimabile (con 47 siti guidiamo a livello mondiale la lista del patrimonio artistico dell’Unesco) eppure non siam capaci di promuoverci come sanno fare altre nazioni, paesi, città che vantano storia, cultura, tradizioni ben diverse dalle nostre. Perché? Cosa ci manca?
Secondo me… la passione.
Non abbiamo abbastanza entusiasmo, cura, sensibilità, curiosità, attenzione per ciò che ci riguarda da vicino, per ciò che è “nostro”, per ciò che “tanto è sempre lì” come invece abbiamo per le bellezze che vediamo altrove.
E’ come se gli abitanti di Roma un giorno alla fine dei Fori Imperiali non trovassero più il Colosseo. O come se piazza San Marco a Venezia scomparisse o la Valle dei Templi di Agrigento non ci fosse più. Forse all’inizio faremmo spallucce e facendo conto su tutto il resto delle bellezze naturali, artistiche, dei beni creativi che abbiamo non ne sentiremmo la mancanza. Ma con il tempo la perdita sarebbe gravissima. Non solo per una questione economica e turistica, ma anche per un fattore di identità nazionale: quei monumenti contribuiscono a inorgoglirci e unirci in un sentimento e in uno spirito comune.

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