Human and social crisis kidnapped Italy

Metti una sera a Milano, un dopocena a parlar di Italia..a provare a capire se dietro le nubi che ci accompagnano, c’è uno spiraglio di sole…per l’economia, la politica, l’occupazione fiaccate da numeri con il segno meno davanti, affossate da chi non crede più nel nostro Paese, dagli investitori che scappano, dalla scelta obbligata di guardare oltralpe per ottenere velocemente un pagamento dilazionato. Non è Marte, questo pianeta: è una navicella che si chiama Italia, in balia delle onde e delle correnti ha avuto la fortuna di trovare un nocchiero esemplare che le sta indicando la via. Ma ha soprattutto la fortuna di chiamarsi Italia, un Paese che si delinea man mano che i minuti della serata trascorrono. 
I come Imprenditori: tanti, soprattutto piccoli e medi, che sono la caratteristica principale del nostro Paese fin dai bottegai del Medioevo. Allora capirono che unirsi in corporazioni li avrebbe fatti diventare più forti… oggi potremmo bissare e con un po’ più di coraggio e meno egoistico campanilismo far sopravvivere realtà altrimenti fagocitate da grandi nomi esteri… Dice l’Istat che nei primi sei mesi del 2012 un’impresa manifatturiera su due ha incrementato le vendite all’estero, che non significa svilire l’Italia, ma anche salvarla andando -momentaneamente- a cercare capitali fuori dai confini nazionali; potremmo imparare a delocalizzare e guardare all’estero non con paura ma con proficuo senso degli affari. 
T come Talento: quello che caratterizza tutto il popolo del Belpaese. Ci conoscono ovunque nel mondo. Ci invidiano. Ci copiano. Ma pare che oggi quel talento rimanga troppo spesso nell’armadio. 
A come Alta finanza: quella che guarda al profitto, ai grandi numeri, a Londra e New York, impara e ne fa tesoro, ma non ‘riporta’ queste conoscenze in patria. Osserva da un punto di vista privilegiato l’immagine del Belpaese all’estero, più o meno malconcio, ma non ha una ricetta per uscire dalla crisi. 
L come Lavoro: quello che c’è e quello che manca; quello che è stritolato in una morsa di lacci e lacciuoli; quello di tanti 40-60enni con voglia di fare, di ridare il sorriso e la serenità al Paese; quello che i 16-20enni non riusciranno a trovare se non si rimboccano le mani e se continuano a guardare all’estero come unica fonte di futuro sicuro. 
I come iPhone 5: simbolo di un epoca e di una generazione. Piccolo oggetto status symbol che ha scatenato code di appassionati e irriducibili disposti a spendere cifre da capogiro per conquistare uno stato sociale nonostante con gli stessi soldi ci potessero pagare spesa e bollette, per essere i primi a rientrare in una fascia privilegiata. O forse per sfuggire ad una realtà di ‘crisi’, per sognare sopra le righe di avvicinarsi a quel mondo patinato di cui i magazine di gossip sono -a torto o ragione- pieni. 
A come Attività: ovvero voglia di fare, voglia di non piangersi addosso, ma ritrovare la passione che ci caratterizza e unisce lo stivale da nord a sud, da est a ovest con i nostri caratteri fumantini e fattivamente critici. 
 
Ma A anche come Analisi di quello che non va e di quello che funziona…. come Analisi di tempi, modi e persone che hanno perso l’orientamento etico. O tempora, o mores! si lamentava ai suoi tempi Cicerone. Ed è ancora così. Un disorientamento morale e culturale prima ancora che economico-finanziaria. 
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