Bicycles overtaked cars, the echo comes overseas

Richiamare alla mente il film di Dino Risi, “Il sorpasso“, è stata l’immagine che mi è venuta più naturale dopo aver letto i titoli di alcune testate inglesi.
Oltremanica ha infatti suscitato grande sorpresa il dato per cui, nel 2011, in Italia sono state vendute più biciclette che automobili: 1.750.000 bici contro 1.748.143 auto immatricolate (dati presentati durante Eica 2012, l’expo internazionale del ciclo), la prima inversione di tendenza dal Secondo Dopoguerra. Un vero e proprio sorpasso, titolano i media inglesi, con una buona dose di sorpresa e anche di ironia per il Paese car-mad… ovvero pazzo per le auto.
La notizia porta con sé alcune considerazioni che vanno dalla grave crisi economica e l’incidenza sul bilancio familiare dei costi dei carburanti fino all’attenzione sempre maggiore per l’ambiente e l’ecologia. Ma mette di fronte due anche due stili di vita.
Da una parte quell’immagine un po’ snob che associa la bicicletta a creativi-ecologisti-reazionari-squattrinati-signorebenedelcentro-pensionate con il cane nel cestino; dall’altra disperati conducenti di corsa per il lavoro, eternamente soli in auto, chiusi nel loro abitacolo (isola solitaria in un mare di altre isole solitarie) e per cui la quattroruote diventa una sorta di ‘coperta di Linus’.
Soprattutto dal Secondo Dopoguerra in poi, l’auto è stato l’oggetto che ha rappresentato il benessere del miracolo economico… esattamente come nella pellicola: l’auto trascina con sé a 130 chilometri orari il sogno di Bruno e le aspirazioni di Roberto verso la vita spensierata e scanzonata. Ma il sogno è destinato a finire. 
Su 60 milioni di italiani, 6 milioni e mezzo usano la bici per andare a lavoro o a scuola, 10 milioni e mezzo (numero in crescita) la usa saltuariamente. Sempre di più, però, sono quelli che abbandonano l’auto o la usano in modo più consapevole (per le stesse ragioni prima citate, il carpooling cresce al ritmo del +35% a bimestre).
Meno idealisti, più realisti.
bici
Reading the titles of some British newspapers, call to mind the Dino Risi movie, “The Easy Life”.
In 2011, Italy has sold more bikes than cars: 1,750,000 against 1,748,143 (data presented at Eica 2012, the international expo of the cycle), the first reversal by the end of Second World War. A real overtaking, titrate the British media, with a good dose of surprise and also of irony for the country car-mad… that is crazy about cars.
The news brings some considerations ranging from the economic crisis and the impact on the family budget fuel costs up more and more attention to the environment and ecology. But also confronts two lifestyles.
On one hand creative bicycle-ecologists-reactionary-penniless-retired with dog in the basket; on the other hand, desperate drivers running for the job, eternally alone in the car, closed in their cab (lone island in a sea of other islands) and for which the four-wheel becomes a sort of ‘security blanket’.
Especially since the Second World War, car has been the subject which has been the well-being of the economic miracle… exactly as in the film: moving at 130 kilometers per hour, the car drags Bruno dream and Roberto aspirations to cheerful and lighthearted life. But the dream is doomed to an end.
Compared to 60 million Italians, 6 million and a half use bike to go to work or school, 10 million and a half (increasing number) use it occasionally. More and more, however, are leaving car at home or using it in a more conscious way (for the same reasons mentioned above, carpooling is growing at a rate of 35% every two months).
Less idealistic, more realistic.

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