The unfortunate history of a white sock

Eh no, mio caro Robert! Il calzettino bianco non sta bene nemmeno a te!
Lo abbiamo visto arrivare al Lido in grande spolvero. Era il suo giorno.. Lui che a settantacinque anni per la prima volta sbarca in Laguna per partecipare, fuori concorso, alla Mostra del Cinema di Venezia con il suo “The company you keep”. Jeans, maglietta nera, giacca bianca, occhiali da aviatore, i capelli biondi un po’ sbiaditi, il colorito abbronzato. Perfetto! Se non fosse per quei calzini bianchi che sono spuntati a sorpresa non appena il bel Hubbell di ‘Come Eravamo’ si è seduto di fronte ai giornalisti in uno dei tanti appuntamenti che lo aspettavano in giornata.
E’ sembrato un sacrilegio.
L’hanno notato tutti, anzi tutte….quel calzino bianco contro cui la gran parte del popolo femminile italiano si schiera. Un semplice e apparentemente banale indumento maschile; in realtà quanto di meno sexy e virile ci sia al mondo.
Qualcuno -tempi addietro- ha anche tentato una sua difesa (vedi l’autore teatrale francese Pierre-Yves Millot ne ha fatto una pièce teatrale, uno scherzo filosofeggiante in Les Chaussettes). Qualcuno ha tentato di spiegarlo come i prodromi di una nuova moda, lo sdoganamento delle white socks.
Ma per me non c’è niente da fare: quel piccolo e minuscolo capo di abbigliamento che si svela irriverente è di stoffa che sbuca dai pantaloni è un suggerimento alla disapprovazione.
Anche se ti chiami Robert Redford.
 
 

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