A laught is the new mediterranean diet?

Una frase pubblicata da un amico come suo ‘status’ su un social network, mi ha fatto pensare al nostro rapporto con il cibo. Scriveva l’amico: “Dopo due giorni di italiani in costume, non sono più convinto che la dieta mediterranea sia la migliore“. Primo pensiero che mi è balenato in testa: ha ragione. Basta guardarsi intorno per vedere che le italiane e gli italiani non sono esattamente un popolo dalla linea perfetta: non lo sono più o forse non lo sono mai stati (e basterebbe guardare i corpi morbidi dei ritratti della pittura classica per rispolverare un po’ il ricordo).
La cucina italiana è da sempre considerata la migliore al mondo (anche se quella giapponese, secondo un sondaggio Hotels.com, sta cavalcando veloce verso la leadership), celebrata in film, ricerche e copiata all’estero: basta un clic al volo per scoprire che l’autorevole New York Times inneggia al modaiolo ristorante “The Toucan and the Lion” che ha aggiornato il suo menu arricchendolo con l’italianissimo patrimonio della burrata. Su internet si moltiplicano pagine, scuole (un esempio, Mangiosano onlus) e premi culinari per promuovere i principi della sana e corretta alimentazione, ma tranquilli: in tv si prepara un autunno ricco di fornelli… così per non perdere l’abitudine.
Eppur ad avvelenarci e farci clamorosamente andare ‘fuori forma’ non è tanto la dieta (quella mediterranea poi ancor meno..se già Omero chiamava l’olio di oliva “oro liquido”, vorrà dier qualcosa, no?) quanto la tremendissima abitudine a muoverci poco. Di più. Dice uno studio dell’Università britannica di Reading: abbandonarci alla pennichella tra le 14 e le 15, significa avvelenarsi. Nella prima ora post-prandium, si ha un picco di trigliceridi, che vanno dal 30 al 300% dei valori a digiuno che sono tanto più alti quanto più si è sedentari…e noi siamo esageratamente sedentari (per pigrizia, per risparmiare, per chattare il 34% dei milanesi e il 49% dei romani nemmeno abbandona la tastiera e pranza davanti al pc). 
Quindi largo al movimento, leggasi almeno 30minuti al giorno di esercizio aerobico che punti sulla durata e la resistenza. 
E se proprio non si riesce a fare gli sportivi, conviene ridere. Pare così si consumino 42 calorie per 15 minuti di risata, che poi fanno 1 chilo 800 grammi l’anno. Magari però evitate di fare i pagliacci.
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A social network status published by a friend, made me think on relationship with food. He wrote: “Seen for two days Italians in their swimsuit, I’m not longer convinced that the Mediterranean diet is the best”. Thought that he was right: Italians are not exactly skinny people and perhaps they have ever been.
Italian cuisine has always been considered the best in the world (although the Japanese, according to a survey Hotels.com, is rising fast to leadership), celebrated in movies, copied abroad and considered valuable ally: the influential New York Times praises “The Toucan and the Lion” which has updated its menu enriching it with the Italian heritage of the burrata.
Add that we Italians don’t have the habit to move so much… Study by British Reading University says that the first hour post-prandium is like a poison. So let’s move: at least 30 minutes a day of aerobic exercise. And if you cannot do sports, laugh. It seems that a laughter makes you consume 42 calories in 15 minutes such as one kilo 800 grams per year. However, avoid to be like a clown!

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