Bye bye London: my memory of Italian faces at the Olympics

Non ci sono più medaglie da assegnare.. Londra 2012 passa il testimone a Rio De Janeiro 2016. Quelle saranno le Olimpiadi della samba, queste sono state le Olimpiadi della partecipazione… Perché mai come quest’anno mi sembra che abbiamo (noi italiani, intendo) apprezzato e tifato i nostri atleti.. Di medaglie ne abbiamo conquistate ventotto: in altre edizioni forse avevamo fatto meglio, come ad Atene 2004 (quando i podi erano stati 32 con 10 ori) o Sydney (34 medaglie con 13 ori), ma queste mi pare ci abbiano fatto scoprire l’aspetto più umano degli azzurri. 
Davanti agli occhi ho due immagini in particolare. L’incredulita di Jessica Rossi per il suo oro nel tiro a volo: una ventenne che scuote il capo, non paga del suo record del mondo con 99 centri su 100 …ne mancava uno: e lei avrebbe voluto anche quello. E il sorriso sereno, da atleta delle retrovie poco avvezzo ai riflettori, di Niccolò Campriani medaglia d’oro nella carabina 3 posizioni da 50 metri. Lo sguardo di chi è arrivato lassù senza nulla da perdere.
Atleti che rappresentano il lato più vero dello sport, quello dove “dobbiamo essere degli esempi per i ragazzi che ci guardano” significa vivere con la propria testimonianza la bellezza di un podio, affrancarsi dai grandi nomi che naufragano sotto le pressioni di medaglie auspicate, sperate e volute.. ma che -a volte- al momento di dare tutto si sgretolano sulla linea di partenza (o si fermano ancor prima). 
Poi ci sarebbero quei volti felici anche solo di aver gareggiato con atlete di vent’anni più giovani..quelli sfiniti da una salita su sterrato diventata infinita a pochi metri dal traguardo..quelli grintosi che rimandano la vittoria della medaglia più ambita ai Giochi di Rio..quelli allietati da un balletto liberatorio..quelli forgiati da uno spirito di gruppo che si trasmette dal veterano alla promessa..quello rigato dalle lacrime. 
Le Olimpiadi sono loro. E anche un po’ nostre.
oly12082012
No more medals to be awarded. London 2012 hands on the baton to Rio De Janeiro 2016. Those will be the Olympics of samba, these were the Olympic Games of participation… It seems to me seems to me that we (I mean, we Italians) enjoyed and cheered our athletes more than ever. Italy won twenty-eight medals: in other editions, we did better as in Athens 2004 (when the podiums were 32 with 10 golds) or Sydney (34 medals with 13 gold medals), but at London 2012 I think we discovered the most human.

Especially, I can remember two situations. Jessica Rossi disbelief for his gold medal in women’s trap…. a twenty-something girl shaking his head: she wasn’t satisfied by her 99 shoot in 100… one was missing and she would that too. And what about the serene smile of Nicholas Campriani gold medal in men’s 50 meter air-rifle: an athlete unaccustomed to the spotlight, nothing to lose. 

Athletes representing the real side of the sport, ones who tell “we must be examples to kids” where those words mean to be witness with their experience, free from pressures of medals hoped that stop someone at the start line (or even before).
We would be happy looking at the face of those who have competed with athletes of twenty years younger.. those exhausted having climbed on dirt patch become infinite at a few meters from the finish.. those punchy men that postpone gold medal to Rio Games.. those who celebrate with a bizarre ballet.. those forged by a team spirit from the veteran to a champion to be.. that face streaked with tears.
They are the Olympics. And a little bit, even we.

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