Personal contact: the novelty to pack

Si vedono da lontano: si capisce dal modo in cui si avvicinano, con il sorriso stampato in volto e le labbra che già non sanno stare ferme. Sono i chiacchieroni, che vogliono trascorrere il viaggio parlando. Mentre qualcuno vorrebbe rifugiarsi nel libro appena comprato o nella musica dell’iPod con lo sguardo fisso fuori dal finestrino. Invece, bastano uno sguardo e un sorriso, un ‘buongiorno’ sussurrato ed ecco che il silenzio è rotto. Quello è il momento che richiede intraprendenza. Superato lo scetticismo iniziale e quel pensiero che minaccioso avvisa “pericolo, persona loquace in avvicinamento”, si scopre che è bello mettersi a chiacchierare con i compagni di viaggio. E’ il desiderio di confrontarsi e di condividere anche poche parole, un’esperienza, una lamentela. Si chiama contatto personale. E non c’è sito internet che tenga: qualche parola di persona offre molto di più e non potrà mai sostituire un rapporto umano. Lo dice anche una recente ricerca condotta da Airbus nell’ambito di “Future by Airbus” – la visione dell’aviazione sostenibile da parte del costruttore europeo di aeromobili nel 2050: il 60% di oltre 1 milione e 750mila persone interpellate in tutto il mondo ritiene che i social media non possano sostituire il bisogno di incontrarsi di persona. Insomma, altro che “ci teniamo in contatto via chat” o “mentre sono in treno mi collego e ne parliamo”. La verità è che preferiamo salire su un aereo e percorrere miglia e miglia in volo per condividere di persona; cerchiamo ancora il dialogo, l’abbraccio, la chiacchiera a quattr’occhi. Perché siamo fondamentalmente sempre più isolati gli uni dagli altri e i mezzi di trasporto permettono di ‘stare vicini’. Non importa se il viaggio diventa stressante (lo pensa quasi il 40% degli intervistati) o se le fila d’attesa annoiano e maldispongono a conoscere chi ci precede in coda. L’importante è viaggiare, conoscere e condividere: e non è un caso se il 63% dei partecipanti alla ricerca Airbus ammette che vuole fare più voli. Sarà il desiderio di scoperta, sarà il desiderio di fuggire alle fatiche quotidiane, sarà che una breve vacanza si programma anche nei momenti di più grigia difficoltà (serve per ridare ossigeno al cervello), sarà che l’istinto alla scoperta è vitale, sarà la voglia di far bagaglio di ogni attimo …che alla fine anche il vicino più noioso ci avrà regalato una perla di novità da mettere in valigia.
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There are some people who want to spend the trip talking. That is the moment that requires resourcefulness. It’s nice to get to chat with fellow travelers answering the the desire to meet and share even a few words, an experience, one complaint. It’s called personal contact. And there is no website that can replace a human relationship. A recent survey conducted by Airbus as part of “Future by Airbus” – the vision of sustainable aviation by the European aircraft manufacturer in 2050 – shows that 60% of over 1 million and 750 thousand people interviewed around the world believes that social media can not replace the need to meet in person. The truth is that we prefer to get on a plane and travel miles and miles in the air to share in person, still seek the dialogue, the embrace, the talk in private. It doesn’t matter if the trip gets stressful or similar. The important thing is to travel, learn and share: it will be the desire of discovery, the desire to escape the daily struggles or a short holiday program. The instinct is vital, is the desire to make every moment valuable… a stock of knowledge that makes even the most boring person a pearl of novelty to pack.

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