More sleep for more value

Che valore date al sonno? Sì esattamente alle ore che passate sotto le coperte al buio, con la televisione spenta, il cellulare staccato e qualsiasi altra distrazione allontanata dalla vostra camera da letto. Secondo recenti ricerche le ore che noi contemporanei dedichiamo al sonno sono sempre di meno e gli esperti dicono che dormiamo sempre meno e sempre peggio. Sarà vero?! Secondo me sì. Se è vero che basterebbe dormire quattro ore a notte per dirsi soddisfatti di un ‘sonno ristoratore’ (una volta erano otto le ore di sonno consigliate, ma ormai c’è crisi anche per quelle…), è anche vero che gli impegni nelle nostre giornate si sono talmente dilatati che ci ritroviamo a fare la notte o la mattina presto quello che solo qualche decennio fa veniva svolto di giorno. Volete qualche esempio? Pensate alle telefonate con gli amici. Un tempo quando c’era il telefono fisso si cercava di chiamare a casa delle persone non più tardi delle 21, ma mai tra le 20 e le 20.45 perché era l’orario della cena, tra le 19 e le 20 era l’orario perfetto, ma bisognava avere la fortuna di trovare la linea libera, prima delle 19 impossibile trovare già a casa chi  lavorava perché a quell’ora era ‘imbottigliato’ nel traffico. E oggi? Ieri sera ho ricevuto la telefonata di un’amica alle 23.41. Certo, direte voi, basta spegnere il cellulare. Verissimo. Ma evidentemente prima di quell’ora né io né lei abbiamo trovato un attimo libero. Quindi? Quindi si risicano minuti preziosi al sonno. E c’è qualcuno che arriva a soffrire di insonnia cronica. Negli Stati Uniti hanno provato a fare un calcolo: la mancanza di sonno altera la produttività, la diminuisce a tal punto che in un anno -secondo uno studio dell’Harvard Medical School- l’America perde 63 miliardi di dollari. Mi viene da dire solo: diamo più valore al nostro riposo.
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