A life at computer or a computer for life?

Ormai avere (e usare) internet nella nostra quotidianità è un dato di fatto. Ma sappiamo distinguere quale e quanto valore ha l’accesso alla rete? Nemmeno ci rendiamo conto di quale incredibile vantaggio abbiamo rispetto a 20 anni fa. Abbiamo accesso rapidissimo e con una diffusione esponenziale a informazioni di ogni genere. Siamo talmente ‘ingolfati’ di input dall’esterno che un solo computer non ci basta più. Siamo diventati talmente multitasking che la nostra produttività è diminuita. E così mentre ci curiamo di avere sempre lo smartphone carico, il tablet a portata di mano e con una buona connessione, mentre a lavoro viviamo con più schermi accesi e a casa non sappiamo resistere alla tentazione di accendere il pc subito dopo aver varcato la porta, ci accorgiamo anche di avere riferimenti diversi su ognuno di questi devices. Ci avete fatto caso? Ma se sul computer di casa l’elenco dei preferiti è organizzato in un certo modo e dà la prevalenza a siti funzionali e utili all’organizzazione quotidiana, quello di lavoro privilegia -ovviamente- gli aspetti professionali. Non vorreste avere sempre a portata di mano lo stesso computer? Ormai la tendenza è proprio questa: il pc privato rende più innovativi, soddisfatti e produttivi. E -secondo una ricerca condotta di recente dall’Institute for high performance di Accenture- circa un terzo dei lavoratori al giorno d’oggi vorrebbe avere sempre con sè il proprio pc (o Mac) perché più utile di quello aziendale. Ma allora siamo tradizionalisti o abitudinari? O forse, molto più semplicemente: disperati techno-dipendenti…?

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