Kizuna, advice for a real closeness…

Ora che mancano poche ore al Natale, possiamo anche far partire il count-down per fine anno con tutto quello che comporta. Ovvero generalmente un bilancio dell’anno che sta per finire e le aspettative per il prossimo anno. Concentriamoci sulla prima parte… non è difficile definire il 2011 come un “annus horribilis”: basta curiosare un po’ in rete per scoprire che i pareri sono unanimi. L’anno della crisi, l’anno della stangata, l’anno della manovra, l’anno delle rivolte dei paesi arabi, l’anno dello tsunami giapponese. Ed è proprio dal lontano Oriente che arriva un ideogramma di speranza per il prossimo anno. I giapponesi hanno associato il grande terremoto e lo tsunami che ne è seguito ad un simbolo non di devastazione, ma di fiducia. E hanno votato per il ‘kizuna’ ovvero il legame per simboleggiare l’importanza delle relazioni tra gli uomini. Perché nel momento di maggiore difficoltà sono stati capaci di stringersi l’uno all’altro, di eliminare le differenze, di non guardare in faccia a simpatie e antipatie ma di incoraggiarsi a vicenda. Per me una parola di una delicatezza infinita, di una bellezza straordinaria: un ideogramma che non giudica, non impone, non obbliga, ma suggerisce di trasformare una vicinanza (magari virtuale) in realtà.
The countdown to Christmas and New Year’s Eve in on. How did the 2011 turn out? It’s time to focus on the last twelve months… already settled as “annus horribilis”  studded by crisis, social unrest, Arab revolts, Japan’s tsunami. And an ideogram of hope for next year is coming from the Far East. The Japanese people voted for the ‘kizuna’ as symbol of relations between men. For me a word of extraordinary beauty: not to judge or oblige, but to suggest to turn (maybe virtual) neighborhood in reality.

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