Quella chiacchierata dal valore incalcolabile

 C’è sempre -nell’arco di una settimana- una chiacchierata che ricordiamo con maggiore piacere rispetto ad altre. Succede con la collega vicina di scrivania, succede alla macchinetta del caffè, succede in pausa pranzo, succede mentre siamo alla fermata dell’autobus, succede al tavolo del ristorante. C’è sempre un momento in cui guardare la persona che abbiamo di fronte, osservare il suo sguardo, vedere che reazione ha il suo viso alle nostre parole, ascoltare il tono della sua voce ci premia più di qualsiasi regalo. Perché mi sono chiesta? Il valore delle parole scambiate dal vivo sta diventando sempre più prezioso perché non siamo più abituati a usare le parole parlate. Rintanati nei nostri cellulari di ultima generazione, non li abbandoniamo per nessun motivo. Ci sentiamo persi senza la nostra appendice digitale (una ricerca Nielsen -ultimi dati risalenti a marzo 2011- dava oltre 20milioni di smartphone nelle mani degli italiani); non sappiamo più relazionarci con gli altri se non attraverso questa maschera. Usciamo dal nostro guscio, alziamo la testa dalla tastiera e allarghiamo il nostro sguardo al mondo: in coda alla posta evitiamo di digitare come forsennati messaggi a mezzo mondo e proviamo ad attaccare bottone con la signora anziana davanti a noi. Avrà sicuramente una storia interessante e ricca da raccontarci.

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