A Royal fairy tale, cinque minuti per sognare

buckingham palace copia
Seicentomila. Tanti sono i visitatori che tra luglio e l’inizio di ottobre hanno visitato la stanza di Buckingham Palace dov’era esposto il vestito con cui Kate Middleton è convolata a nozze con il principe William… quella splendida creazione in satin di seta disegnata da Sarah Burton per Alexander McQueen che ha fatto sognare milioni di persone nel mondo. Il precedente record di visitatori per il Palazzo Reale britannico si fermava a 413mila persone, messo a segno nel 2010 per il Queen’s Year. Uno smacco per la Regina Elisabetta II? Un segnale che Will&Kate potranno rinverdire quella che Diana chiamava The Firm? L’evidenza che meglio due giovani e innamorati dell’impomatato establishment reale? Certo. Ma in quelle visite (così come nell’entusiasmo suscitato dai Duchi di Cambridge ogni volta che fiatano), c’è da leggere qualcosa di ben più profondo. C’è la voglia di sognare, c’è la voglia di immaginare che la favola è possibile, c’è la voglia di credere che scappare da una realtà quotidiana fatta di difficoltà, fatta di doveri, affaticata da questioni lavorative, appesantita da una crisi che non lascia scampo (e costringe a fare un rigoroso budget anche solo per fare la spesa al supermercato), incastrata tra l’urgenza di trovare un fidanzato e non dimenticare gli affetti familiari. Ecco. Lì c’è il sogno. Lì c’è quella thrilling immagination che ognuno di noi ha almeno per cinque minuti una volta al giorno.

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